Cementazione e chiusura marginale
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Rialzo occlusale e gap cemento: qual è la correlazione?

Il problema del sigillo marginale è ampiamente dibattuto su articoli, testi, conferenze in modo tecnicamente e clinicamente approfondito.

Da quanto abbiamo potuto osservare, però, non viene mai considerato un elemento fondamentale che condiziona la cosiddetta “chiusura” e che può provocare rialzi occlusali anche di notevole entità: il fattore angolare!

Precisione: delicato equilibrio tra frizione e gap!

Per il laboratorio odontotecnico è fondamentale garantire un accoppiamento geometricamente preciso che generi una ritenzione meccanica e permetta al clinico un corretto posizionamento.
Il laboratorio, quindi, ambisce al perfetto fitting fra le parti primaria e secondaria in modo che si sviluppi una sorta di attrito meccanico.

Fitting primaria-secondaria
La precisione geometrica dell’accoppiamento però collide con la necessità di lasciare spazio al cemento.
L’interposizione del cemento fra moncone e “protesi”, infatti, determina rialzi occlusali che sono strettamente legati alla tipologia di accoppiamento realizzato ed all’inclinazione del moncone.

Cosa determina il rialzo occlusale?

Il problema di base del rialzo occlusale è determinato dalla forma geometrica dell’accoppiamento delle parti primaria e secondaria.

Negli accoppiamenti paralleli (ad es. corone telescopiche) il rialzo è esclusivamente causato dalla interposizione sulla parete di contatto occlusale del materiale da cementazione: il rialzo è quindi pari allo spessore del cemento.
Formula rialzo accoppiamenti paralleli
Solo un eccesso di materiale non fatto correttamente defluire, può causare rialzi considerevoli corrispondenti all’eccedenza del materiale stesso.

Rialzo dovuto al cemento negli accoppiamenti paralleli
Rialzo cemento negli accoppiamenti paralleli

Negli accoppiamenti conici (preparazioni coniche, corone coniche) il rialzo provocato dall’interposizione del cemento tra le pareti del cono (parte primaria) e del contro-cono (parte secondaria) è determinato NON SOLO dallo spessore del cemento, MA ANCHE da un fattore di moltiplicazione che possiamo conoscere grazie alla trigonometria.
Sappiamo, infatti, che l’entità del rialzo (ipotenusa) equivale allo spessore del cemento (cateto) diviso per il seno dell’angolo d’inclinazione della parete (angolo opposto al cateto):

Rialzo cemento negli accoppiamenti conici
Rialzo cemento negli accoppiamenti conici

 Dove:
α=angolo di preparazione o di fresatura.

Lo spessore del cemento, quindi, va moltiplicato per il fattore di rialzo conico (c) così determinato:

Avremo pertanto un Rialzo Minimo (Rc) che è dato dal prodotto dello Spessore del cemento x il fattore di rialzo conico (c):

Formula rialzo conico con fattore c

Vediamo di seguito una tabella esemplificativa che rende più leggibile e comprensibile i risultati elaborati da questa formula.

Rialzo minimo conico tabella valori cemento 20 e 50 micron

Come risulta  evidente dalla lettura della tabella, ad ogni valore d’inclinazione corrisponde un fattore di rialzo ben definito.
Si evidenzia che il rialzo minimo Rc:
diminuisce all’aumentare dell’angolo di preparazione e;
aumenta al diminuire dell’angolo di preparazione.

NOTA: l’ultimo valore, riferito ad inclinazioni di 90°, rappresenta la condizione degli accoppiamenti paralleli che, nel paragrafo precedente, sono stati volutamente espressi con una formula semplificata di più facile comprensione.

Spessore cemento: che valore indicare?

Dobbiamo innanzitutto ricordare che il cemento è un fluido viscoso con uno spessore fisico minimo, dichiarato da buona parte dei fabbricanti, di 20 micron. Si tratta però di valori in vitro!
In vivo vi sono vari fattori che influenzano lo spessore finale (temperatura, umidità ,stato di conservazione, modalità di applicazione, …) per cui lo spessore minimo è circa 2/3 volte quello in vitro e mediamente pari ai 50 micron.

Ragionando in termini pratici, per uno spessore di cemento di 20 micron (corrispondente quindi in vivo a circa 50 micron), in una preparazione a 10° d’inclinazione il rialzo minimo sarà di 288 micron, ossia quasi 3 decimi di millimetro.

Da questo risultato si evince che il gap cemento è il dato fondamentale di cui tenere conto per ottenere connessioni di precisione.

Conclusioni

  1. La correzione del gap cemento è consigliata su valori compresi tra 40 e 50 micron per cementi dichiarati di 20 micron. La parte secondaria va quindi progettata con dimensioni “maggiorate” che tengano conto di tale “ingombro” (parametro Gap Cemento inserito nel CAD).
    Progettazione con gap cemento
  2. L'”eccessiva precisione” a livello cervicale impedisce al cemento di infilarsi nel margine e formare il sigillo.
  3. Una maggiore inclinazione della preparazione tollera maggiormente errori di gap cemento.
  4. Se il profilo della preparazione non è costante, è il tratto con minore inclinazione a determinare il rialzo e quindi non basta “addolcirlo” cervicalmente per diminuire il rialzo.
  5. Cemento in eccesso può provocare rialzi anche in caso di valore gap cemento inserito in progettazione corretto.

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